E meno male che doveva essere il mercato degli acquisti. Forse Matarrese, Pari e chi per loro hanno capito il contrario: che fosse quello delle uscite.
Sì, perché a ragionarci un po’ su, a conti fatti le partenze sono state superiori alle entrate.
Doveva essere il mercato della grande punta in grado di farci fare il salto di qualità ed è stato invece il mercato delle cessioni illustri, in versione progetto di solidarietà pro Pescara.
Ben tre dei nostri giocatori infatti ci hanno lasciato per andare nel club pescarese.
Aveva cominciato La Vista. L’aveva seguito Mora, e nelle battute finali del calciomercato è stato il turno anche di Daniele Vantaggiato.
Neanche fosse stata una gara di beneficenza.
E non ce ne voglia il povero Andrea Carozza, sconosciuto ai più, ma non ci sembra che il suo arrivo compensi adeguatamente le perdite subite.
La Vista, a modesto parere di chi scrive, poteva essere trattenuto. Certo, nel Bari era chiuso da Tabbiani, Milani, Cazzola e Scaglia, ma il La Vista della prima stagione in biancorosso, alle dipendenze di mister Carboni, non avrebbe sfigurato in questo Bari, e forse poteva essere recuperato.
La partenza di Mora sicuramente è stata quella più gradita alla tifoseria, ma qui entriamo in un campo diverso, dove anche il calciatore forse non vedeva l’ora di andar via.
Capitolo Vantaggiato: un fenomeno per il Presidente Matarrese, certo di aver trovato in lui probabilmente un erede dei vari Ventola e Cassano ; un giocatore talentuoso, in verità, ma ancora acerbo sotto certi aspetti, che a Bari non ha saputo trovare la gloria che cercava.
L’anno scorso non incise. Quest’anno era partito meglio, ma poi Maran ha fatto altre scelte che non contemplavano la sua presenza, preferendogli sostanzialmente Ganci. Ad un certo punto sembrava sul punto di essere inserito nella trattativa col Catania per l’approdo in biancorosso di Giorgio Lucenti (ovviamente fallito) e invece è finito anche lui al Pescara, questo paradiso incontaminato del campionato cadetto in cui sembra che i giocatori del Bari non vedano l’ora di poter andare.
E veniamo al punto dolente di questo mercato di riparazione: Gazzi.
Qui il rancore verso la società davvero fatica a trovare contegno e comprensibile appare lo sfogo che inevitabilmente ci sarà da parte della tifoseria.
Quest’estate il Chievo lo aveva cercato con insistenza, ma poi si era dirottato su Italiano del Verona.
E’ passato con la formula della comproprietà alla Reggina, che aveva perso Carobbio e Leon e aveva bisogno di un intenditore a protezione del fantasista Vigiani.
A Bari non stava trovando più spazio e forse ora si capisce il perché.
Ma allora non era meglio cederlo a giugno e investire il ricavato della cessione su un altro giocatore?
La risposta sarà probabilmente che in rosa c’è già chi lo può degnamente sostituire: da capitan Bellavista a Fusani, per non parlare della sorpresa Rajcic, che merita fiducia e spazio.
Va bene pure questo, ma allora prendiamo questo sacrosanto attaccante con questi soldi, Cristo.
Pardon, dimenticavamo, c’è Sgrigna, un esterno puro, che qui si vuole a tutti i costi additare come seconda punta.
E non dimentichiamo Carrus, Ganci, Di Vicino.
Ce n’è per tutti i gusti. Dall’ariete (Santoruvo), al mobile (Ganci), dal tecnico (Carrus), all’agile (Sgrigna) fino all’imprevedibile (Di Vicino).
Già, peccato solo che di questi non segni fondamentalmente nessuno. Il nostro capocannoniere è lontanissimo dai Bellocci o i Papa Waigo. Qualcosa vorrà pur dire.
Ci sarebbe tanto da dire, ma forse è meglio sospendere qua giudizi e critiche.
La società è libera come sempre di comportarsi come ritiene più opportuno. La tifoseria altrettanto libera di scioperare.
Si pensi solo che il Foggia ha comprato Fabio Pecchia, un vecchio sì, ma da serie A, e il terzino sinistro Panarelli (si, il fidanzatino di quella del Grande Fratello, che fu cacciato dall’Avellino). Nomi comunque di un certo respiro.
Tutti i nomi sventolati in questo mese (Marazzina, Dalla Mano, Di Venanzio, Millesi, Lucenti, ecc., ecc. ecc) che fine hanno fatto ?
Tutti davvero credevamo nell’arrivo di un attaccante e non di Carozza, che, poverino, è già inviso alla tifoseria senza aver fatto nulla, solo perché il suo approdo in Puglia non è stato accompagnato dall’arrivo di qualche elemento più famoso di lui.
Certo, urtare così la pazienza del pubblico non ci sembra però bello.
Una sola parola: VERGOGNA!!!
A Bari il calcio è ormai morto!!!
S.O.S