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Le grotte di Castellana, 69 anni dalla loro scoperta
Ricorre oggi il 69° anniversario della scoperta della Grotte di Castellana. In programma alle ore 10.00, nella grotta della Grave, la prima grande caverna del complesso carsico, una S. Messa. A seguire, la discesa degli speleologi attraverso il lucernario naturale della Grave, per rievocare lo spettacolo che si presentò al Prof. Franco Anelli la mattina del 23 gennaio del 1938. Il Prof. Anelli fu invitato a visitare alcune grotte del territorio comunale, prima fra tutte un’ampia voragine detta la grave, sul finire del 1937 in occasione di alcuni sopralluoghi ad altre grotte del territorio commissionati dall’Ente Provinciale per il Turismo di Bari al centro coordinatore degli studi speleologici italiani a Postumia (nell’attuale Slovenia). Scrive Anelli della sua discesa nella Grave di Castellana:“Era una mattina serena quella del 23 gennaio 1938 quando mi affacciai per la prima volta alla bocca del baratro…”. Ed è l’inizio della cronaca di uno dei momenti più esaltanti della speleologia italiana. “Tre spezzoni di scala di corda, agganciati l’uno all’altro da formare un unico tratto di cinquanta metri, furono sufficienti per toccare il fondo (…). Percorrendo il perimetro dell’immenso panteon naturale, giunsi davanti ad un basso corridoio dalla volta e dalle pareti nerissime; lo seguii molto attentamente e mi trovai poco dopo in un’immensa caverna con l’alto soffitto piano; il suolo accidentatissimo rendeva difficile e non scevra di pericoli l’esplorazione. Ero d’altro canto impaziente di portare presto a Castellana la notizia della scoperta (…). Esposi al capo dell’Amministrazione Comunale del tempo la grande novità della giornata chiedendo alla fine l’aiuto di un paio di giovani volenterosi di Castellana per un’esplorazione metodica delle grotte scoperte. E qui lascio immaginare l’impressione destata dalla notizia sparsa in un attimo nella piccola tranquilla città pugliese delle Murge. Il segreto secolare delle grotte era stato violato. La grave non era l’abisso senza fondo che tutti temevano”. Le esplorazioni continuarono qualche giorno dopo e nei mesi successivi e ad accompagnare Anelli ci fu il castellanese Vito Matarrese, che nel 1940 raggiunse la magnifica Grotta bianca.
inserita il 23/01/2007, autore/fonte: Quotidiano Puglia