Dieci anni di mafia, 12 ergastoli
E’ stato condannato all’ ergastolo il boss di Bari vecchia Antonio Capriati. Lo ha deciso la Corte d’Appello d’Assise di Bari che ieri ha emesso la sentenza nei confronti di 72 imputati coinvolti nel maxiprocesso seguito all’operazione Dolmen, arresti compiuti dalla Direzione investigativa antimafia nel giugno del ’97. Ieri, i 21 ergastoli inflitti dai giudici del primo grado di giudizio si sono ridotti a 12. I reati contestati, dal traffico di armi e droga a una trentina di omicidi asono avvenuti tra l'inizio degli anni Ottanta e la fine degli anni Novanta. Oltre al boss di Bari vecchia, condannato per l’omicidio di Francesco Tesse, il carcere a vita è stato disposto per il napoletano Giuseppe Eligiato e per Francesco Riccardi. Due, invece, gli ergastoli per il boss del Nord barese, Ruggiero Lattanzio, per Salvatore Primavera e per Vincenzo Pellegrino. Il fratello di quest’ultimo, Salvatore Pellegrino, di ergastoli ne ha avuti addirittura tre. Pena più leggera per i fratelli Cosimo Damiano e Francesco Cannito, condannati a 30 anni di reclusione così come per Giuseppe Cannito. Assolti, invece, i pregiudicati Nicola D’Ambrogio e Matteo Albano. In primo grado sia D’Ambrogio che Albano erano stati condannati all’ergastolo. Un ruolo chiave nel processo è stato quello del boss del Nord barese Salvatore Annacondia, da anni collaboratore di giustizia, condannato a centinaia di anni di reclusione, ma graziato a soli 30 dal cumulo della pena. (ass) |