Test-truffa, il ricorso costa 720 euro
Il ricorso al Tar, e se sarà necessario anche al Consiglio di Stato, per annullare il decreto del rettore dell’Università di Bari, Corrado Petrocelli, che ha invalidato i test per l’accesso a Medicina e Odontoiatria, costerà alle famiglie degli studenti ammessi 600 euro più Iva. Una somma pari a 720 euro che si versa agli avvocati esperti in diritto amministrativo, riuniti in pool, al momento del conferimento del mandato Il pool è formato dagli avvocati baresi Dentamaro e Gallo, dal leccese Sticchi Damiani e dal tarantino Margiotta.
Molti studenti, contanti alla mano, lo hanno già fatto ieri: il coordinamento dei genitori ha suggerito loro di sbrigare le pratiche in due giorni. Tra le 16 e le 19 di oggi è il termine previsto per aderire al ricorso di massa. «Solo due giorni - spiegano i genitori - perché ricordiamoci che il ricorso deve essere presentato con la massima urgenza». I papà e le mamme non si sono dati vincoli, ma hanno deciso di essere rappresentati dai legali individuati dal coordinamento dei genitori per non disperdere le energie e adottare una linea comune, pur essendo possibile ricorrere ad avvocati “a costo zero” messi a disposizione da alcune associazioni studentesche universitarie (vedi box sotto).
Un business da oltre 200mila euro di spese, quello dei ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato. E su altri fronti, non è escluso che gli avvocati chiedano per conto degli assistiti anche un risarcimento danni morali. Qualcuno degli studenti potrebbe addirittura pretendere un indennizzo per il mancato accesso alla professione medica. Infine, sul fronte investigativo, prosegue il lavoro degli investigatori finalizzato a determinare la posizione di alcuni “amministrativi” delle università di Chieti e Ancona e di 19 studenti, oltre ai 24 già indagati, che, secondo primi accertamenti, avrebbero partecipato al concorso in corruzione e alla truffa messa in atto durante i test del 4 e 5 settembre.
Azione Universitaria: «Chi lo fa con noi non paga»
Per tutelare gli studenti che «onestamente» hanno superato il concorso di ammissione alla facoltà di Medicina dell'università di Bari, l'associazione “Azione universitaria” si offre di sostenere le spese legali per presentare un ricorso collettivo contro il decreto del rettore, Corrado Petrocelli, che ha annullato le prove svoltesi il 4 e 5 settembre scorsi. Ieri, al Policlinico di Bari, i rappresentanti del Fuan hanno presentato la proposta agli studenti vincitori della prova di selezione, presenti insieme con molti genitori. «Con un ricorso collettivo - ha spiegato l'avvocato Tony Guido - puntiamo ad ottenere la sospensiva del decreto rettorale di annullamento delle prove di ammissione. Azione universitaria si accollerà interamente le spese legali».
Per il coordinatore provinciale dell'associazione, Gennaro Rossi, l'intento è di «difendere la meritocrazia garantendo, a chi ha trascorso l'estate studiando per superare con onestà le prove, i diritti acquisiti con la pubblicazione della graduatoria degli ammessi al corso di laurea in Medicina o Odontoiatria». Rossi ha inoltre annunciato che, in vista della ripetizione delle prove stabilita dal rettore di Bari, “Azione universitaria” organizzerà dal 2 al 6 ottobre esercitazioni gratuite per i candidati.
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