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UNIVERSITA', SETTE INDAGATI PER TEST A MEDICINA E ODONTOIATR
Sette persone sono indagate dalla Procura della Repubblica di Bari, nell'ambito delle indagini condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza del capoluogo pugliese, sui test di ingresso alle Facoltà di Medicina e Odontoiatria delle Università di Bari, Chieti e Ancona.
Nei giorni scorsi le Fiamme Gialle hanno eseguito una serie di perquisizioni e sequestri presso gli Atenei delle tre città interessate ma anche nei confronti delle persone indagate. L'ipotesi investigativa ipotizza i reati di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla truffa ai danni dello Stato.
Le indagini sono durate oltre un anno. Decine gli studenti coinvolti che, nel corso della prova di ammissione alle Facoltà universitarie, avrebbero ricevuto 'aiuti esternì per il superamento della prova, anche attraverso l'utilizzo di telefoni cellulari.
Le indagini sono iniziate nel mese di giugno del 2006 ed hanno avuto come oggetto i test di ingresso alle due Facoltà baresi svoltisi nel periodo 2002-2006. L'attenzione si è da subito soffermata su una persona che, tra l'altro, si dedicava alla preparazione degli studenti, in vista delle prove di ammissione, tenendo lezioni private a Polignano a Mare. Nel corso delle indagini sono emersi collegamenti con personale interno, amministrativo e docente, delle Università di Bari, Ancona e Chieti.
Dalle stesse è emerso che, in questi Atenei, si sarebbe verificato il tentativo di concordare la composizione delle aule, al fine di agevolare gli studenti che dovevano in qualsiasi modo superare la prove di ammissione.
Tale tentativo, per l'Ateneo barese, non ha avuto seguito, in quanto il Rettore, avvicinandosi la data del concorso, ha provveduto a ricollocare gli studenti secondo l'età anagrafica, evitando così che persone non interessate al concorso, come genitori e accompagnatori, potessero essere di aiuto agli studenti all'interno della aule.
Come è emerso dalle indagini, l'organizzazione aveva provveduto a far si« che, per ogni studente, fosse iscritta almeno un'altra o più persone, incaricate di aiutare direttamente l'interessato o, in alternativa, di comunicare all'esterno il contenuto del questionario relativo ai test di ammissione. Dopo l'avvenuta comunicazione, l'organizzazione, dislocata in due differenti 'sale operativè, provvedeva all'elaborazione delle domande e all'invio delle relative risposte agli studenti, attraverso l'utilizzazione di sms o di comunicazioni telefoniche dirette. Non era solo questo, però, il sistema utilizzato dall'organizzazione: esistevano anche altri metodi che integravano il principale. Alcuni 'accompagnatorì, ad esempio, erano incaricati di portare all'esterno delle aule, i fogli dei questionari, che venivano consegnati a 'staffettè, munite di scooter, che avevano il compito di recapitarle presso le 'sale operativè. Tutta l'attività illecita, svoltasi nei giorni 4 e 5 settembre, date delle prove di ammissione, è stata monitorata dalle Fiamme Gialle baresi, in tempo reale, sia attraverso l'ascolto delle conversazioni telefoniche, compresa la trasmissione e la ricezione degli sms, sia attraverso attività di pedinamento ed appostamento e da riprese video e scatti fotografici. Al momento gli accertamenti, attraverso i quali sono stati constatati numerosi 'aiuti esternì, sono stati condotti nei confronti di 40-50 studenti e di loro 'accompagnatorì che hanno partecipato ai test di ingresso nelle Università di Bari, Ancona e Chieti. Sono in corso ulteriori accertamenti per l'identificazione di altri candidati che potrebbero aver beneficiato dello stesso aiuto.