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Ristorante Giapponese a Bari
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Promoter Store Promotion, Hostess e merchandising
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Stangata d’autunno. Pasta, scuola, bollette: sono molti i rincari che graveranno sul bilancio delle famiglie italiane dai prossimi giorni. Si comincia a tavola. Per le associazioni dei consumatori gli alimentari registreranno un aumento del 7,4% rispetto al 2006. I più “salati” saranno quelli di maggior consumo, dalla pasta – rincari fino al 20% – a latte, tra 8 e 12%, pane, caffè e burro (+10%), carne e formaggi. La causa sarebbe da ricercare nella minore disponibilità di vari prodotti agricoli. Uno per tutti il frumento, il cui prezzo è salito del 60% in un anno. La spiegazione non convince gli esperti.
«Per ogni euro speso in pasta fresca – ricorda Coldiretti – non più di 5 centesimi servono per pagare il grano: è strumentale imputare ai prodotti agricoli la responsabilità di aumenti così rilevanti al consumo». Dello stesso parere Mariann Fischer Boel, Commissaria europea all’agricoltura, che invita i negozianti a agire «in modo responsabile».
Intanto Assoenologi annuncia rincari, tra il 5 e il 20%, nei prezzi all’ingrosso del vino, dovuti a una delle vendemmie più scarse degli ultimi 50 anni. A rendere salata la vita si aggiungono le bollette - acqua (+14,7%), luce (+7,1%) e gas (+4,8%) – scuola e caro-libri (+11,9) e trasporti (+3,3%). Non consola neanche la benzina: il prezzo del petrolio è tornato a salire. Per le associazioni dei consumatori la spesa media mensile pro-capite rischia di superare presto i 2 mila euro, arrivando a 3 mila nelle grandi città.