Immigrati in fuga dal Cpt Rissa, feriti e polemiche
VERSO LA LIBERTÀ - La meta era evitare l’espulsione e il ritorno in Egitto, dopo le peripezie affrontate per giungere a Lampedusa. Per 29 egiziani il sogno si sta avverando. Tentativo di fuga dimassa domenica sera dal Centro di permanenza temporanea del San Paolo.Centocinquanta gli immigrati che hanno inscenato una rissa, poi molti hanno provato a scavalcare le recinzioni e scappare nelle campagne circostanti per evitare il rimpatrio. Ventinove egiziani ce l’hanno fatta: erano stati trasferiti negli ultimi 20 giorni da Lampedusa, raggiunta a bordo di carrette delmare.
Altri tre, dopo alcune ore, hanno desistito e sono tornati indietro. Una quindicina i feriti fra forze dell’ordine, un civile addetto alla gestione del centro e quattro immigrati. Accuse al governo “Devono essere i ministeri della Solidarietà Sociale e dell’Interno a pagare i danni provocati dalla violenza che ha messo a soqquadro il Cpt di Bari”, dice il senatore leghista Ettore Pirovano, che indica i due ministri Ferrero e Amato come coloro che “con l’attacco contro la Bossi-Fini hanno messo in pericolo l’esistenza stessa dei Cpt e la sicurezza del territorio.
Ciò che è avvenuto a Bari può avvenire in qualsiasi altro centro di permanenza”. “L’Italia è il solo Stato europeo in cui, grazie al governo in carica, la qualifica di clandestinità è di fatto abolita”, rincara il senatore di An Alfredo Mantovano.
Dal 2006 al San Paolo Quello del San Paolo è uno dei 14 Centri di permanenza temporanea italiani, che può ospitare fino a 200 immigrati. È entrato in funzione nella primavera del 2006, tra accese polemiche avanzate soprattutto da esponenti del centrosinistra. Tra gli altri il sindaco di Bari, Michele Emiliano, aveva più volte chiesto, anche con istanze al prefetto, di poter compiere sopralluoghi per “accertare le condizioni dei locali del Cpt”. |