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L’Italia continua a bruciare Soccorsi in ritardo Turisti in

Le fiamme continuano a infuriare in tutto il Sud. E sul Gargano, dove gli ultimi focolai sono stati spenti ieri, il sindaco di Peschici accusa: “I soccorsi non sono stati tempestivi”. La Protezione civile: “Non è vero; e comunque ci hanno chiamati con due ore di ritardo”. Intanto i due terzi dei turisti sfollati lasciano il promontorio.

Il giorno dopo il devastante incendio che ha distrutto il promontorio infuriano le polemiche sul presunto ritardo dei soccorsi. Intanto si fa la conta dei danni e dei feriti. Mentre migliaia di sfollati abbandonano la Puglia.

Dopo la giornata infernale di martedì, il Gargano ha continuato a bruciare per tutta la notte e gli ultimi focolai sono stati spenti solo ieri. E mentre Peschici fa i conti con la furia distruttrice dell’incendio che l’ha devastata, è polemica sui soccorsi.

La conta dei danni - A Peschici due strutture, Baia San Nicola e l’omonimo centro turistico, sono andate distrutte mentre altre 26, alcune solo sfiorate dal fuoco, dovrebbero tornare in funzione in pochi giorni. Gravissimi invece in tutta l’area del Parco del Gargano i danni ambientali. Sulle cause dell’incendio la procura di Lucera (Foggia) ha aperto un’inchiesta : al momento gli investigatori non sono in grado di indicare da dove sia partito esattamente l’incendio (si sa che le prime fiamme si sono sprigionate da un uliveto) e se sia stato un atto doloso.

Morti e feriti - Le vittime dello spaventoso incendio sono state un fratello e una sorella 80enni carbonizzati nella loro auto. A causa del denso fumo, però, sonomorte anche altre due persone in incidenti stradali. Ci sono poi tre feriti, di cui uno grave (ustionato sul 70% del corpo e colpito da infarto), molte persone colte damalori e 300 intossicati. Alcuni cittadini chiederanno risarcimenti al Comune di Peschici e alla Provincia di Foggia “per non aver usato tutte le misure preventive per scongiurare il diffondersi delle fiamme”.

Le polemiche - Non si placano le polemiche sui soccorsi che, lanciate già durante il rogo da alcuni testimoni, ieri sono state riaccese dalle dichiarazioni del sindaco di Peschici, secondo cui gli interventi antincendio sarebbero stati lenti. Secca la replica del capo della Protezione civile,Guido Bertolaso: “Noi abbiamo fatto più del nostro dovere”. Sono passati, dice, “solo 40 minuti dalla richiesta di intervento”, giunta con 2 ore di ritardo. In più, spiega Bertolaso “non abbiamo usato Canadair ma elicotteri perché hanno una capacità di ben 9mila litri d’acqua in più”.

inserita il 26/07/2007, autore/fonte: city

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