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Grandine e neve al Nord, siccità in Abruzzo e Puglia. Il climatologo: ora nuova ondata di calore.
Chicchi di grandine di forme mai viste in Friuli, trombe d’aria nel Mantovano; ma anche siccità in Puglia, con Brindisi e Taranto a secco, e Abruzzo, dove è stato richiesto lo stato di calamità. Negli anni del clima estremo l’Italia si ritrova a metà del guado. E se l’anomalia di un Nord senz’acqua sta rientrando, l’allarme non cala. «Il problema vero è l’anticiclone delle Azzorre, la cui influenza non riesce più a estendersi al Nord - spiega il climatologo Giampiero Maracchi - Il Centro-Sud invece è dominato dalla figura dell’anticiclone libico. Le cose non vanno bene. Attendiamoci tra una decina di giorni un’altra ondata di calore».
Le cronache dell’Italia estrema non lasciano dubbi: in Trentino Alto Adige la neve ha fatto la sua comparsa a duemila metri. E se ad Aosta e Bolzano le minime erano di 13 gradi, nello stesso momento a Pescara il termometro toccava già i 24 gradi. La grandine ha stupito l’osservatorio meteorologico friulano: «In questo periodo non è insolita, ma non avevamo mai visto chicchi di forma discoidale o a frittata.
A Gorizia alcuni avevano lobi strani, visti solo sui libri di fisica». Nell’Italia che si spacca, la Coldiretti si preoccupa per la violenza delle precipitazioni e la cabina di regia anti-siccità si riattiva: «Ci riuniremo la prossima settimana - spiega Maracchi - l’acqua al Centro-Sud si sta esaurendo. Non siamo ancora all’emergenza, ma la vigilanza è alta».