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L' Aqp restituisca 80 mln € d’incassi indebiti.

"L'Aqp deve restituire gli 80 milioni di euro che ha indebitamente incassato dagli utenti pugliesi dal 2003 ad oggi". Il presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti non usa giri di parole per spiegare il motivo del ricorso al Tar presentato dagli avvocati (consulenti nazionali) Domenico Romito e Gianna Elisa Berlingerio, nel quale viene richiesto che siano definite illegittime, in via d'urgenza, le tariffe praticate dall'acquedotto pugliese. Immediata la replica dell'Aqp, secondo la quale nessuna tariffa illegittima è mai stata riscossa. Anzi. Avrebbe diritto a un integrazione, per il tirennio in questione, di 7 milioni di euro. Ma andiamo con ordine. Nell'ottobre del 2006 si è avuta conferma da uno studio esterno della Phisys, fatto dall'Autorità di controllo Ato Puglia, dei dubbi di Federconsumatori sulle tariffe praticate dall'Aqp nel triennio 2003-2005, a loro dire illegittime e notevolmente più alte di quelle consentite dalla legge. Il Piano di Ambito e la convenzione consentivano una tale tariffa elevata solo in caso di integrale esecuzione di tutti gli investimenti previsti dal piano, per un valore di circa un miliardo di euro. Ma nel triennio in questione, Aqp ha effettuato investimenti per soli 64 milioni, con un conseguente minore aumento delle tariffe in conformità a quanto previsto dalla legge. Federconsumatori ha provveduto a diffidare l'Aqp dall'applicare tali tariffe illegittimamente riscosse, e di restituire quanto pagato ingiustamente dai consumatori, per un totale di circa 80 milioni di euro. Aqp, dal canto suo, ha risposto negando sia la revisione della tariffe che la restituzione della somma, sostenendo di aver utilizzato l'incremento tariffario per coprire i costi e pareggiare il bilancio. Si giunge così al ricorso presentato il 5 gennaio, che i responsabili di Federconsumatori si dicono certi verrà accolto. Trefiletti tiene comunque a precisare che è loro ferma intenzione venire incontro all'Aqp con una conciliazione, nell'interesse della celerità. Ma nel caso (remoto secondo loro) il ricorso dovesse essere rigettato, vi sarebbe la possibilità di ricorrere in appello al Consiglio di Stato. Nel momento in cui il Tribunale amministrativo regionale pugliese dovesse accogliere la richiesta, i singoli utenti pugliesi dovrebbero presentare domanda per ottenere il rimborso delle quote indebitamente corrisposte. Federconsumatori assicura la sua consulenza per tutti coloro che ne avessero bisogno. Trefiletti ha approfittato dell'occasione e dell'argomento per ribadire la speranza della sua associazione che presto in Italia venga istituita la cosiddetta "Class Action", vale a dire quella procedura che consente azioni legali ad un'intera categoria e non a tutti i singoli individui che la compongono, con un evidente vantaggio nella velocità e nello snellimento del lavoro per la magistratura. Un provvedimento già allo studio del ministro Bersani e che in Europa non viene ancora applicato, al contrario degli Stati Uniti. Trefiletti ha infine rivolto un appello al Presidente della Regione Nichi Vendola per un suo intervento diretto che eviti un paradossale contenzioso tra una azienda di proprietà interamente pubblica e i suoi utenti cittadini e si avvii un reale confronto tra utenti e Regione sul bene acqua. Non si è fatta attendere la replica dell'Aqp, che ha definito infondate le dichiarazioni rilasciate da Federconsumatori. Sulle tariffe viene specificato che diversamente da quanto affermato da Federconsumatori, l'Aqp ha formalmente contestato sin dal 7 novembre scorso le tesi sostenute e si costituirà in giudizio per tutelare i propri diritti. Per le reti urbane è invece in corso un vasto programma di interventi di ricerca perdite e di riabilitazione per un importo complessivo di 151,6 milioni di euro. Infine l'Aqp tiene a specificare che contrariamente a quanto sostenuto da Federconsumatori (l'acqua pugliese contiene la più alta percentuale di cloro di tutta la penisola) la situazione è perfettamente in linea con gli indirizzi fissati dalla normativa sulle acque potabili come riscontrabile dai dati analitici consultabili da tutti presso l'Aqp,l'Autorità d'Ambito o le Ausl competenti. Adesso la parola al Tar.

inserita il 17/01/2007, autore/fonte: Quotidiano Puglia

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