Bari è ancora nella morsa dell’afa
Quella di ieri è stata un'altra giornata infernale. Bari, con 41 gradi, si è confermata tra le città più roventi d'Italia, ma è a Monopoli, in provincia, che la colonnina di mercurio è schizzata alle stelle, raggiungendo anche i 48 gradi. L'uso massiccio di condizionatori ha fatto saltare l'erogazione dell'energia elettrica, intrappolando negli ascensori decine di persone. Guai anche per professori e studenti rimasti sospesi all'interno di due ascensori delle facoltà di giurisprudenza e ingegneria dell’Università di Bari. A liberare le persone rimaste bloccate sono stati i vigili del fuoco, impegnati incessantemente fino a sera per il secondo giorno consecutivo anche per spegnere gli incendi di sterpaglie. Il più grosso è divampato nel pomeriggio sulla statale 16, all'altezza dell'Hotel Majestic. Non sono mancati disagi alla circolazione, rallentata a causa della scarsa visibilità. Pronto soccorso e Protezione civile continuano ad essere in stato di allerta. Centinaia le chiamate al 118. In molti casi si tratta di codici rossi che si trasformano in ricovero. Una situazione al limite che comincia a creare problemi negli ospedali, quasi al completo.
In Puglia l'agricoltura brucia. Calata la produzione di latte
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Il caldo record di questi giorni sta producendo effetti nocivi anche sul fronte agricolo e zootecnico. A lanciare l'allarme sono Cia e Coldiretti. Nel Barese a subire i danni maggiori sarebbe l'uva da tavola, esposta a forti attacchi di oidio e scottature, che provocano la marcescenza dei grappoli.
Le alte temperature hanno costretto molti viticoltori a eliminare i teloni, messi con anticipo per far giungere in anticipo a maturazione il frutto. Agricoltori preoccupati anche per le prossime raccolte di pesche, albicocche, meloni e angurie. Molte piante sono già state bruciate dal sole. Anche le vacche da latte risentirebbero pesantemente del caldo torrido. La produzione di latte è già diminuita del 10%, al contrario del fabbisogno di acqua.
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