Il ruggito di New Zealand
La XXXII Coppa America sembrava essere finita ancor prima di cominciare. Il dominio di Alinghi contro New Zealand nella prima regata lasciava presagire un 5-0 nella serie al meglio delle nove, un cappotto che è ormai consuetudine nella finale fin dal 1995. Invece ecco il colpo di scena e il primo ko della strepitosa barca svizzera in Americas Cup. Alinghi, dopo essersi aggiudicato le ultime sei sfide contro i kiwi (le cinque della finale del 2003, ad Auckland, e quella dell’altro ieri), ha ceduto lo scettro a Dean Barker e compagni, che si sono portati così sull'1-1. Nessuno lo avrebbe immaginato, soprattutto dopo che gli svizzeri avevano tenuto in mano le redini del comando per trequarti di regata. Poi un black out ha fatto materializzare l'incubo della rimonta neozelandese. Il miracolo dei kiwi è avvenuto tutto dopo il cancello di poppa, dove Alinghi era transitata con 13’’ di vantaggio. Poi, invece di marcare stretti i kiwi, gli elvetici hanno forse un pò peccato di presunzione, facendosi prima agganciare e successivamente superare. Alinghi è giunta sulla linea del traguardo con oltre 100 metri di ritardo. Un crollo inatteso.
Oggi si riposa, le barche torneranno in acqua domani e ora gli svizzeri trascorreranno una vigilia quasi da incubo. La vittoria di New Zealand ha interrotto l’incredibile serie di successi collezionata da Butterworth: l'uomo che ha vinto le ultime tre coppe, ed è neozelandese d'origine, ha visto chiudersi oggi la sua serie positiva che durava da 16 regate. Ben 16 match race senza sconfitte sono un'enormità, un record che al giorno d'oggi è difficile eguagliare. Ma la sorpresa a Valencia è arrivata e ora forse per gli appassionati di vela ci sarà da divertirsi.
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