Baby-lavoratori. In Italia sono oltre 400mila
SFRUTTATI Il fenomeno riguarda bambini tra i 7 e i 14 anni impiegati come manodopera stagionale, in particolare nel settore agricolo e nella ristorazione.
Allarme rosso nel Mezzogiorno, dove c’è un caso su tre. Sfruttamento del lavoro minorile. Una piaga che in Italia è ormai emergenza, visto che sono 400mila i bambini, tra i 7 e i 14 anni, obbligati a lavorare sottopagati soprattutto come manodopera stagionale. Problema che investe in particolare il Sud per il 35%.
Mentre al Centro Nord la concentrazione è del 18%. Dati (fonte Ires-Cgil) snocciolati ieri da TelefonoAzzurro e dalConsiglio nazionale dei consulenti del lavoro alla vigilia della Giornata mondiale contro lo sfruttamento dei minori. Fenomeno consolidato In Italia il problema risulta consolidato. Certezza che deriva dalle risposte (85%) date dai 1.918 consulenti che gestiscono un milione di aziende e 7 milioni di rapporti di lavoro.
E per i quali lo sfruttamento è concentrato nel settore agricolo (28,3%), in quello artigianale (22,1%) e nella ristorazione (17,9%). Senza contare l’esercito di bambini, spesso di etnia rom, sfruttati per le elemosina. In calo i minori impiegati nell’edilizia (5,39%), per anni settore critico con lo sfruttamento anche di minori di 15 anni.
Le cause Per quanto riguarda, invece, le cause, il 25%dei consulenti non ha dubbi: la colpa è delle famiglie, dell’istruzione precaria e di vaste sacche di povertà. In molti casi, infatti, il basso livello culturale allontana il minore dalla scuola, avvicinandolo invece a un mondo del lavoro degradante e privo di tutele.
Tre soluzioni Davanti a un tale scenario sono tre le soluzioni che emergono. A partire dal controllo delle imprese nel periodo estivo, passando per una maggiore attenzione all’istruzione e finendo con la creazione di meccanismi per disincentivare le imprese che sfruttano i minori. |