Luna Rossa, ora o mai più
Ci vuole un miracolo. Oggi è in programma la quarta regata di finale del trofeo degli sfidanti e per Luna Rossa sarà vietato sbagliare. Il team italiano è sempre fermo a quota zero successi, mentre i neozelandesi hanno a disposizione ben due match-ball. Secondo alcuni i ripetuti tracolli di Luna Rossa non sarebbero dovuti a sostanziali differenze tra le performance di barche ed equipaggi con New Zealand, ma a una sequela di mini-sfortune, come salti di vento e piccole raffiche che hanno finito per favorire i “kiwi” di Grant Dalton.
Nella base di Luna Rossa, che sorge nella zona nord dell'Americàs Port di Valencia, intanto, è stata una giornata di meditazione: i velisti sono andati altrove a smaltire rabbia e delusione, dopo i tre schiaffi violenti subiti da Emirates Team New Zealand, nelle prime tre regate della finale Louis Vuitton Cup di vela; la barca è rimasta dentro il capannone per essere sottoposta ad alcune modifiche di cui non si conosce l'entità.
La prima novità a bordo oggi nella quarta sfida potrebbe essere rappresentata dall'innesto di Charlie Mckee. Nell'ultima Americas cup il tattico statunitense era, insieme al timoniere James Spithill, uno dei punti di forza del sindacato americano OneWorld.
Per spingere la Luna Rossa di Telecom-Prada verso un'impresa ormai disperata, ci vorrà anche l'aiuto della Dea bendata. Per questo, dalla base valenciana del team italiano sarebbe partito un ordine ben preciso e dai contorni gotici: «Dite alla “Donna in rosso” di tornare immediatamente in Spagna, altrimenti saranno guai...». Detto, fatto. I tifosi di Luna Rossa, esortati dall'alto, si sono pertanto affrettati a rispolverare la mascotte in carne e ossa che tanto bene aveva portato durante le sfide di semifinale contro Bmw Oracle Racing e sono salpati dall'isola di Ischia per raggiungere Valencia con l'obiettivo di tamponare l'emorragia di risultati.
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