Luna Russa
Sconfitta. Per la terza volta consecutiva. Proseguono le pessime performances di Luna Rossa nella finale della Louis Vuitton Cup. Quella di ieri, a Valencia, è stata sicuramente la più dolorosa. Il team italiano, infatti, era riuscito ad aggiudicarsi una lunghezza di vantaggio in partenza facendo sussultare i cuori dei suoi tifosi. La speranza di rifarsi, di tornare a vincere, di trionfare, come era accaduto nelle semifinali su Bmw Oracle Racing, però, è durata poco.
I nostri, infatti, sono partiti prima, ma non hanno scelto il lato giusto del campo di regata. E New Zealand ha sfruttato il giro di vento per recuperare guadagnando subito 36 metri, poi trasformatisi in 50. Così quella lunghezza di vantaggio è stata presto dimenticata, sostituita da un ritardo di quattro lunghezze e da una distanza tra le due barche che si faceva, momento dopo momento, più difficile da annullare. Fino a diventare impossibile. Al termine della prima di bolina, il divario era attestato sui 40”, cioè quasi 200 metri. Al giro del cancello di poppa, i kiwi hanno inflitto 55” di distacco ed hanno continuato ad allungare: 204, 262 metri. All’ultimo tratto di bolina, Luna Rossa è riuscita a limitare i danni, attestandosi su un distacco di 55”, ma i neozelandesi hanno raggiunto l’arrivo con oltre 400 metri di vantaggio (ben più di un minuto).
«Pensavamo di poter sfruttare una buona possibilità - ha commentato Francesco De Angelis, skipper di Luna Rossa - ma la regata si è risolta nel giro di 5, 6 minuti. Queste regate si decidono nei dettagli. La loro barca è veloce, finora è andata bene, quello neozelandese è un team forte e compatto, a ciò va aggiunto che noi non siamo stati perfetti in queste prime tre regate. Ancora, però, non è finita. I conti li faremo alla fine». Oggi, è previsto riposo. Solo per New Zealand, però. Gli italiani, infatti, saranno impegnati a cercare di capire quali siano i punti deboli della barca o del team, per apportare le necessarie modifiche. Probabilmente, Luna Rossa si presentarà alle prossime regate con un nuovo certificato di stazza, ma non si escludono novità anche nell’equipaggio.
|