Mare negato, più spiagge senza accesso
Arriva l'estate e immancabile si ripropone il problema degli accessi al mare negati. Sbarre, muretti di cemento, grossi massi e recinzioni di ogni tipo impediscono al popolo della tintarella di raggiungere le spiagge pubbliche.
E come ogni anno tornano le proteste degli ambientalisti e le verifiche della magistratura. Nei giorni scorsi la procura di Bari ha cominciato un'operazione di monitoraggio del territorio, dal capoluogo fino a Monopoli. In attesa di ulteriori sviluppi, attesi nei prossimi giorni, sono due i presunti abusi finiti nel mirino del sostituto procuratore Renato Nitti. Si tratta di due condomini, uno a Capitolo, nota frazione di Monopoli; l'altro a Torre a mare.
Con l'aiuto del Corpo forestale dello Stato, la magistratura barese sta accertando se i condomini finiti nella rete degli accertamenti, abbiano pagato l'Ici e la corrente elettrica utilizzata per illuminare le stesse strade utilizzate come accessi privati, chiuse senza alcuna autorizzazione. Accesso al mare negato anche sul lungomare cittadino. Ad impedirlo sono i lavori, cominciati l'anno scorso e poi sospesi, per la realizzazione delle cinque aree di sosta attrezzate a ridosso del mare.
Ma se da un lato l'abusivismo priva i baresi delle spiagge libere, «a meno di clamorosi colpi di scena - assicura Eduardo Caizzi, presidente provinciale di Assobalneari - quest'anno aprono tutti gli stabilimenti cittadini». Una ventina in tutto, compresi quelli di Poste, Acquedotto e forze dell'ordine. Così come accaduto l'anno scorso il caro spiaggia ci sarà ma, a sentire i gestori, non dovrebbe essere superiore al 3%.
Uno dei nodi da sciogliere è proprio quello dell'accesso alla battigia attraverso i cancelli dei lidi privati. Il regolamento regionale prevede che sia assicurato nel caso in cui in un'area di 150 metri non ci sia altro modo per raggiungere il mare. «L'informazione poco chiara - dicono preoccupati i gestori - potrebbe far salire la tensione tra chi pensa di poter entrare sempre gratis e chi è invece è in cerca di un po' di tranquillità e per questo paga per avere dei servizi».
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