Farmaci, ai baresi piacciono "griffati"
A una settimana dall’entrata in vigore delle nuove e severe direttive imposte dalla Regione per limitare l’eccessiva spesa farmaceutica dei pugliesi, la situazione nelle farmacie di Bari resta caotica. In pochi sanno che d’ora in poi il medico è tenuto a prescrivere, ad esclusione di casi motivati, il farmaco generico e non quello “firmato”. Risultato? Più coda nelle farmacie e un continuo via vai negli studi dei medici di famiglia. «La diffidenza che accompagna il farmaco generico – assicura la dottoressa Maria Teresa Camozza – è immotivata. Non è facile far cambiare le abitudini ai pazienti». «Solo nei primi due giorni – dice il titolare della farmacia Mitaritonna – una cinquantina di pazienti hanno rifiutato il generico».
La deroga è possibile, ma deve essere motivata. Non può essere concessa solo per l’abitudine a consumare un farmaco tradizionale. Ai farmaci generici manca solo un nome, per il resto contengono gli stessi principi attivi del corrispondente più conosciuto, ma hanno un prezzo decisamente inferiore, anche di dieci euro in alcuni casi. L’Aulin, per esempio, costa 4,43 centesimi. La Nimesulide, il suo principio attivo, invece, solo 2,62euro. Per l’equivalente del Voltaren (7,24 euro), il Dicloflenac, si spendono 6 euro. Tra il Sinflex (8,54 euro) e il Naprossene (5,63 euro) si risparmiano 3 euro. Ben 5 euro di differenza fra il Gentalin Beta, pomata con antibiotico e cortisone da 13.97, con obbligo di ricetta e non mutuabile e l'equivalente generico Gentamicina, 9 euro. Gran risparmio anche tra i farmaci da banco, quelli per cui non è necessaria la ricetta. L'aspirina di marca costa 4,20 euro, l’acido Acetil-salicilico appena 2,80 euro. |