Tarantino e le sue ragazze gustano la vendetta a Cannes
DOPO KILL BILL, ancora una vendetta al femminile quella di Quentin Tarantino in “Death Proof”, passato ieri in concorso a Cannes.
Ma il regista di “Pulp Fiction” ci tiene a dire: “Ho solo ripreso un genere, quello dell’exploitation, ovvero quei film di serie B in cui c’erano queste donne capaci di violenza e amanti del potere. Questo non solo nei film asiatici, ma anche nei B-movie Usa degli anni 60 e 70. In quelli asiatici si faceva violenza con machete e coltelli, in Death Proof l’arma è un auto”. E Tarantino cita, riguardo al suo personale stile, anche l’Italia: “Il mio stile, che non so davvero cosa sia, ma guarda molto a quello che è successo con la gangster story e gli spaghetti western all’italiana che, da un genere, ne hanno inventato un altro che, tra l’altro, funziona benissimo”.
“Death Proof” è la storia di un misogino psicopatico, Mike (Kurt Russel), di professione stuntman che ama invitare le donne sulla sua coupè supermodificata con tanto di teschio sul cofano per spaccargli il cranio sul parabrezza. Sua passione è ucciderle quando sono alla guida della loro auto. Il film, già uscito negli Usa con scarso successo, si divide esattamente in due. Sfortuna vuole che tra le sue vittime Mike trovi alla fine quattro ragazze ancora più attrezzate di lui. Ovvero Zoe (Zoe Bell stunt-woman di Uma Thurman), Kim (Tracie Thoms), Abernaty (Rosario Dawson) e Lee (Mary Elisabeth Winstead) che di violenza e di guida d’auto ne sanno parecchio.
Negli Usa il film è uscito con il titolo “Grindhouse” unito all’episodio di Robert Rodriguez, “Planet Terror”. In Europa il film di Tarantino invece uscirà da solo il 1° giugno. Tarantino è considerato tra i favoriti per la Palma d’Oro che il regista ha già vinto con “Pulp Fiction”. |