A Bari esplode il SoftAir
Sta esplodendo a Bari la mania del Softair.
Sempre più ragazzi e soprattutto ragazze, si avvicinano a questo gioco (p...Continua
Ristorante Giapponese a Bari
Arriva RedSKy Sushi WOk. Dove assaporare freschissimo Sushi a BARI. Apre il RedSKY, ristorante giapponese in viale Unità...Continua
e VOIp?
E’ arrivato il momento di illustrare in modo semplice e chiaro a tutte le aziende, imprenditori, professionisti e fans d...Continua
Pubblicità su vela Bari - Il velabus nella tua città!
Per una pubblicità dinamica, efficiente e creativa scegli di investire nella pubblicità in movimento!
La pubblicità su ...Continua
Promoter Store Promotion, Hostess e merchandising
L'In Store Promotion è una strategia che interagendo direttamente con il consumatore al momento della scelta d'acquist...Continua
Un interrogatorio fiume quello a cui è stato sottoposto Filippo Pappalardi, indagato per sequestro di persona, durante il quale l'uomo ha respinto ogni accusa. L’uomo è uscito alle 21,30 di ieri, dopo 12 ore, senza profferire parola. Il capo della Procura, Emilio Marzano, ha invece rilasciato questa dichiarazione: «Pappalardi ha difeso la sua innocenza, ma l’ipotesi accusatoria non esce indebolita. L’indagine non è ancora finita, ci sono altri passi che faremo a tempo debito. Ci sono elementi nuovi, alcune contraddizioni sono state chiarite, altre no». Pappalardi durante l’interrogatorio non è più tornato sulla pista romena ed è stato messo a confronto con alcuni testimoni. La Procura di Bari gli attribuisce la scomparsa dei figli spariti da Gravina il 5 giugno del 2006. Nel confronto con gli inquirenti solo due le pause per un caffé consumato in fretta nel bar della Questura.
Un interrogatorio, videoregistrato dalla squadra mobile, che nel tardo pomeriggio ha avuto bisogno del cambio della stenotipista. Filippo Pappalardi e la sua compagna, Maria Ricupero, sono arrivati in Questura assieme, poco dopo le 9.30 di ieri mattina. Lui in abito scuro, apparso sereno e determinato a fare chiarezza sulla sua critica posizione, lei in abbigliamento sportivo: pantaloni rossi e giacca color crema.
Ma Pappalardi e la Ricupero sono stati subito divisi: lui accolto dal capo della Procura Emilio Marzano, dal sostituto che ha coordinato gli undici mesi di indagini, Antonino Lupo, e dal dirigente della Squadra mobile Luigi Liguori, lei, invece, rimasta in compagnia del suo avvocato, Serafino Piperno, al terzo piano dello stesso palazzo.
Come è noto, per l'accusa, in tutti questi mesi di indagine, l'uomo avrebbe mentito per allontanare da sé ogni sospetto.