Manca l’acqua, si rischia il black out questa estate
L’emergenza idrica lascerà a secco anche le centrali idroelettriche del bacino del Po. E cittadini e imprese rischiano di rimanere al buio. Ieri una riunione al ministero per lo Sviluppo economico per fare il punto della situazione e prevenire la crisi.
Nel bacino del Pomanca già l’acqua (il fiume nell’ultima settimana è sceso di 80 cm) e quest’estate l’Italia rischia di rimanere al buio. L’emergenza idrica, infatti, può compromettere la fornitura di energia elettrica (prodotta in buona parte da centrali idroelettriche). Per prevenire il problema, ieri Terna (il gestore nazionale della rete energetica) ha riunito un’unità speciale al ministero dello Sviluppo economico.
Fiumi e laghi ko. Dai grandi laghimancano all’appello 60 milioni di metri cubi, in parte consumati per le esigenze agricole. Il Lago Maggiore, per esempio, dovrebbe contenere almeno 148 milioni di metri cubi e invece ne ha appena 93. Va meglio al lago di Como, dove la differenza è “solo” di 4 milioni di metri cubi. Secondo le previsioni dei tecnici di Terna a luglio nel Po mancheranno altri 20 e 30 cm d’acqua. Questo comporta il rischio di fermata o di consistente riduzione della capacità produttiva degli impianti elettrici che utilizzano l’acqua del Po e dei suoi affluenti.
Alti consumi. Il consumo di elettricità durante l’estate è di circa 57mila megawatt (mw) al giorno. E considerato che il deficit potenziale previsto è di 8.100 mw, l’obiettivo del piano è recuperare una potenza disponibile pari a 8.360 mw. Con una serie di misure congiunte: più importazioni di elettricità (+2.000 mw), la programmazione della produzione idrica (+1.000 mw), l’uso di impianti a gas (+500 mw), e il potenziamento di alcune centrali termoelettriche.
Risparmiare tutti Ma soprattutto si tratta di usare meno acqua. Le contromisure messe a punto consentirebbero a giugno e luglio di alzare il livello del Po di 10 cme di far marciare a regime gli impianti. Il piano per trovare 400 milioni di metri cubi d’acqua, prevede un recupero di 150 milioni di metri cubi dai produttori idroelettrici (già disponibili); di oltre 120 mln dagli agricoltori e di 70 mln di metri cubi dalle Autorità di bacino e dei laghi. |