Siccità e black-out, stato di crisi pronto
L’inverno è appena finito, ma è già allarme siccità. E fra pochi mesi dovremo convivere col rischio black-out. Le autorità competenti sono da mesi al lavoro e un corposo dossier è finito sul tavolo della task force del ministero per lo Sviluppo Economico.
Proprio ieri l’emergenza è stata oggetto di una nuova riunione ed è in avanzata fase di preparazione un piano in quattro punti. Andiamo per ordine. Cosa accadrà? Cosa sta accadendo? Semplice, le scarse piogge dei mesi invernali non hanno rifornito i bacini idrici e già adesso i corsi d’acqua, soprattutto del Nord, viaggiano a portata ridotta. I
l vero problema si avrà con l’arrivo delle giornate più calde, quelle dei mesi di giugno e luglio quando si annunciano temperature tropicali e, quindi, elevati consumi elettrici per far funzionare i condizionatori. A questo punto il problema si dividerà in due. Anzi, raddoppierà. Da una parte salirà il consumo, dall’altra scenderà la produzione di energia.
La carenza di acqua, infatti, oltre a bloccare le centrali idroelettriche, penalizza anche quelle termoelettriche che hanno in ogni caso bisogno dell’acqua dei fiumi per raffreddare le loro turbine. Così, sembra che mancheranno all’appello 8 mila megawatt di elettricità a fronte di una disponibilità di 57 mila. La disponibilità idrica sarà inferiore del 20% rispetto al 2006. L’Italia potrebbe disporre di 49 mila megawatt e sarà necessario il taglio delle utenze civili. Il piano prevede di aumentare la potenza interrompibile di altri 1000 megawatt oltre ai 3100 già previsti e l’aumento delle importazioni di duemila megawatt.
Per scongiurare i black-out si dovranno anche risparmiare 400 milioni di metri cubi d’acqua. «La preoccupazione è eccessiva, la situazione sotto controllo», ha commentato il numero uno della Protezione Civile Bertolaso. |