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Festa Inter Nerazzurri finalmente Campioni d'Italia

FESTA NERAZZURRA - L’Inter ha vinto il 15° scudetto della sua storia. Nerazzuri campioni d’Italia dopo aver battuto il Siena 2-1. E con la Roma sconfitta a Bergamo dall’Atalanta. Scudetto meritato e vinto sul campo dopo ben 18 anni. Una consacrazione arrivata dopo una stagione stellare e con il record europeo delle 17 vittorie di fila.

Per l’Inter è scudetto. Il 15° della sua gloriosa storia. Il primo stravinto sul campo dopo 18 anni di campionati stentati, di amarezze e delusioni. Il secondo del presidente Massimo Moratti, cuore e anima di una squadra, raccolta a pezzi 12 anni fa e portata a stritolare ogni record. Su tutti quelle 17 vittorie consecutive che sbriciolano primati in Italia e in Europa. Una cavalcata impressionante quella dei nerazzurri terminata in gloria ieri a Siena dopo una partita vinta meritatamente.

E così asciugate le lacrime di gioia, il pensiero va inevitabilmente al grande Giacinto Facchetti. Il cipe del popolo nerazzurro scomparso nel settembre scorso. Lo scudetto è suo e dell’indimenticato Peppino Prisco. Ma è soprattutto dei tifosi nerazzurri che dopo anni di Caienna possono finalmente festeggiare. Al di là e oltre le polemiche di chi ancora racconta di una campionato dimezzato per calciopoli. E invece vinto con cinque giornate d’anticipo e con ben 16 punti di vantaggio sui giallorossi.

La consacrazione - È arrivata proprio quando nessuno se lo aspettava.Contro il Siena e con una Roma che inaspettatamente affonda a Bergamo contro l’Atalanta. Giornata nel segno dei colori nerazzurri. Poco importa la partita. Molto di più la doppietta di Materazzi che regala la vittoria-scudetto. Festeggiato, mentre ancora la Roma tenta di fare l’ennesimo sgambetto all’Inter. Questa volta, però, le cose vanno come devono andare. E dalla Toscana la festa finalmente esplode in piazza Duomo a Milano.

La cavalcata - Allestita in poco tempo e sfruttando la bufera di calciopoli, l’Inter si presenta all’esordio con un roboante 3-2 in casa della Fiorentina. La stella di Ibrahimovic comincia a brillare. È però il 28 ottobre 2006, che segna la data della svolta con un derby stravinto. Un 4-3 da leggenda. Da qui in poi la squadra non si ferma in più e inanella 17 vittorie di fila. I nerazzurri volano. Roberto Mancini è il loro profeta. A febbraio l’amara parentesi della Champions. Valencia fatale. Ma l’Inter in campionato continua a correre. Fino allo choc di mercoledì scorso con la Roma che maramaldeggia al Meazza infliggendo ai nerazzurri la prima sconfitta del campionato. Quindi la vittoria di ieri con la festa scudetto.

I 12 anni di Moratti - È il 1995 quando Massimo Moratti raccoglie il testimone da un ormai sfibrato Ernesto Pellegrini. Due anni più tardi regala una sogno agli interisti. AMilano arriva il miglior giocatore del mondo: Ronaldo. È l’anno di Juve-Inter e del grande “scippo” (rigore non fischiato di Iuliano su Ronaldo). Poi stagioni troppo grige per l’Inter. In bacheca una coppa Uefa, stravinta a Parigi contro la Lazio.Due Coppe Italia e due Supercoppe di lega. Quindi lo scudetto. “Il secondo di seguito”. Parola del presidente che non concede nulla ai detrattori di una squadra che vince meritatamente. La festa Ore 17. In piazza Duomo la festa può iniziare. Per le vie di Milano il popolo nerazzurro ha liberato un urlo strozzato in gola per 18 anni. Una gioia immensa smorzata solo a tarda notte.

COMMOZIONE - Massimo Moratti che ha voluto dedicare la vittoria a Giacinto Facchetti, scomparso a settembre. Uno scudetto nel segno “dell’onestà e della generosità diGiacinto Facchetti”. A chi glielo chiede, Massimo Moratti non ha dubbi: “Questo scudetto è dedicato a lui”. Al grande capitano nerazzurro. Il cui nome è echeggiato nello spogliatoio dell’Inter. Quindi il patron non si esime dal lanciare qualche frecciata. “È il secondo scudetto vinto senza rubare” perché “noi l’altro anno l’avevamo vinto senza inganni”. Parole che sanno tanto di rivincita nei confronti di tutti coloro che durante la stagione hanno parlato di stagione dimezzata e scudetto (quello del 2005-06) vinto a tavolino.

Il tecnico Dal canto suo, Roberto Mancini finalmente può lasciarsi andare a un sorriso commosso. Basta polemiche. “Oggi è festa grande - dice il tecnico -.Questa vittoria la dedico a tutto il popolo nerazzurro”. Il Mancio trattiene a stento le lacrime per “un campionato straordinario”, perché “vincere a cinque giornate dalla fine con 16 punti di distacco è una cosa straordinaria”.

Il capitano Javier Zanetti di delusioni ne ha dovuto ingoiare tante per questo “l’emozione è immensa per uno scudetto che abbiamo strameritato”. Mentre la dedica va a tutta la gente dell’Inter, a Facchetti, a Prisco, a Benito Lorenzi”.

“Vittoria del gruppo” Per Lele Oriali, ex colonna dell’Inter e oggi dg nerazzurro, non ci sono dubbi. “Il merito è di tutti”, ma “se c’è da individuare un giocatore in particolare dico il Capitano, il trascinatore di questa squadra”. Quindi un accenno ai programmi futuri con in mente qualche colpo a effetto e la volontà “di riconfermare questo gruppo, che ha dimostrato di essere molto forte”.

inserita il 23/04/2007, autore/fonte: city

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