Lavoro, casa e matrimonio solo dopo i 30
In attesa i giovani se la prendono con comodo. La maggioranza trova lavoro, lascia la casa dei genitori e si sposa solo tra i 30 e i 34 anni. E spesso, nei primi anni, è destinata a occupazioni precarie. È la fotografia che emerge da un ricerca sui 14.667.416 under 34 italiani.
Tutto dopo i trent’anni. È questa la soglia dell’indipendenza per la maggior parte dei giovani italiani. Lavoro, casa e matrimonio, infatti, di vengono dopo quell’età. Lo rivela il nuovo rapporto sulla condizione giovanile in Italia dell’Istituto Iard. In tutto sono 14.667.416 gli italiani tra i 15 e i 34 anni (il 25% popolazione) al centro dell’indagine condotta e presentata da Riccardo Grassi, ricercatore dell'Istituto Iard. Un dato destinato a diminuire: nel 2032 è previsto che i giovani siano molti di meno, per l’esattezza 1.280.572, solo il 19% del totale della popolazione.
Giovani a lungo - Intanto la maggioranza dei ragazzi di oggi (oltre sei su dieci) smette di abitare con i genitori tardi, tra i 30-34, e si sposa sempre in questa fascia d’età (61%). Ancora più alta la percentuale di chi tra i 30 e i 34 anni finisce di di studiare (otto su dieci) e poi entra nel mondo del lavoro (il 77%). Ma solo il 40% dei giovani tra i 30 e i 34 fa figli: spesso si aspetta ancora più a lungo per diventare genitori. Anche perché il lavoro all’inizio è spesso precario.
Che lavoro - Se sono molti di più i giovani che lavorano ed è diminuita la distanza tra inizio studi e prima occupazione, è a aumentata anche la precarietà. Soprattutto per chi inizia. Tra i giovani occupati, infatti, il 57%ha una situazione contrattuale a tempo indeterminato, ma il 23%è precario e il 20%autonomo. “Il lavoro precario - spiega Riccardo Grassi - è una quota importante”. |