Taglieggiano ragazzina. Arrestati tre 17enni di Acquaviva
Estorsione "Se vuoi essere dei nostri, paga": i tre giovani aguzzini hanno minacciato per tre mesi la loro piccola vittima, chiedendo fino a 500 euro a settimana.
Aveva preso una sbandata per uno dei tre e pur di essere accettata nella loro comitiva avrebbe fatto di tutto, persino pagare. Come ha fatto, sotto ricatto e intimorita dalle minacce. Arriva da Acquaviva delle Fonti l'ultima storia di bullismo di cui è rimasta vittima una quattordicenne. I suoi tre aguzzini, che per tre mesi le hanno estorto denaro, hanno solo 17 anni: i carabinieri li hanno arrestati per estorsione continuata e rapina aggravata in concorso.
Le minacce Tutto è cominciato lo scorso dicembre, quando i tre hanno intuito la "debolezza" che la ragazzina aveva per uno di loro. "Se vuoi essere dei nostri - le avevano fatto capire - devi pagare". All'inizio si è trattato di richieste di alcune decine di euro, che con il tempo però sono andate crescendo, insieme con le minacce, fatte sia di persona che tramite sms. "Se non porti soldi, ti facciamo del male - dicevano - ce la prendiamo pure con la tua famiglia, veniamo a picchiare tuo nonno". Ogni giorno la ragazzina, atterrita e incapace di reagire, saldava il debito con i suoi estortori tanto che questi nell'ultimo periodo, a febbraio, si erano spinti fino a chiederle 500 euro alla settimana. A questo punto, senza più un soldo, la 14enne è crollata e ha confidato tutto alla madre che, però, ha continuato a dare i soldi alla figlia per pagare il terzetto. Dalle minacce, intanto, i tre sono passati pure all'aggressione fisica: in un'occasione, infatti, la piccola è stata presa a calci e pugni mentre si trovava con un'amica e con la madre di questa.
Sms A mettere fine alla vicenda è stata un'insegnante che, indispettita dalla distrazione della 14enne e dal trillo di un sms arrivato sul suo cellulare durante una lezione, le ha tolto di mano il telefono e letto il messaggio: era l'ennesimo sms di minaccia inviato dai tre. La docente ne ha parlato con i colleghi e gli assistenti sociali prima di decidere di denunciare i fatti ai carabinieri di Gioia del Colle.
Arresti in lacrime Dalla denuncia sono partite le indagini che hanno portato alla richiesta di arresto del pm inquirente Rosario Plotino, accolta dal gip del Tribunale per i minorenni di Bari Titti Potito. Ad eseguirli i carabinieri del comando provinciale, diretti dal colonnello Gianfranco Cavallo, che hanno arrestato i tre giovani aguzzini sotto gli occhi increduli dei genitori. Tutta la loro aggressività ha lasciato posto alle lacrime di fronte al mandato di arresto. Ora i carabinieri stanno indagando per scoprire a quanto ammonta la somma di denaro estorta e se, oltre alla 14enne, il terzetto aveva fatto altre vittime.
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