Ma quale scandalo, sono una mammona
Nei fine settimana, gira con i suoi spettacoli per la provincia italiana e fa il tutto esaurito. Come a Rio Saliceto, in provincia di Reggio Emilia, dove interpreta “Si sdrai per favore”.
Indossa una parrucca alla Marge Simpson, occhiali civettuoli e orecchini di strass. Si rivolge al pubblico e chiede di disegnare su una lavagna organi sessuali o di declamare titoli di film porno. Luxuria dovrebbe essere uno scandalo vivente. E invece mette d’accordo tutti: fidanzatini dall’aria per bene, uomini duri, ultra 60enni severi. Che alla fine dello spettacolo si affollano intorno all’attrice- parlamentare transgender per un autografo. Lei riesce a parlare a tutti, anche se da una posizione “estrema”.
Come fa? Voglio vivere in questo mondo. Per un periodo ho creduto che fosse meglio estraniarmi e crearmene uno migliore, con la fantasia ma anche le droghe. Poi ho detto “no”. Non riesco a vedere più diverso un eterosessuale rispetto a una transessuale. Noi siamo tante cose. Mi possono legare a una persona più i gusti musicali che con chi andiamo a letto. Ma ci sono stati tanti tentativi di farmi sentire una border line.
È stata anche aggredita? Sì, tante volte. Nella metropolitana a Londra da un gruppo di skin heads, e, ovviamente, quando vivevo a Foggia. Ma anche questi episodi non mi hanno mai fatto pensare: stai sbagliando, devi camuffarti da uomo.Non c’è nessun prezzo che possa comprare la libertà, la coscienza tranquilla.Non puoi far delmale a te stessa per essere accettata.
Cosa significa essere transgender? Che sto in una situazione transitoria tra il maschile e il femminile.Un bel casino. Quando nasce qualcuno la prima cosa che si chiede è: maschio o femmina? In un mondo solo diviso in due: uomo-donna, bianco-nero, ricco-povero, essere trans è disorientante. Per questo molti credono che una si debba operare per forza. Perché con l’operazione (completa) una trans si ristabilisce nei ranghi della femminilità.
I suoi genitori l’hanno capita? C’è voluto tempo. All’inizio mi sono nascosta. E più non lo dici, più dirlo diventa difficile. Perché devi anche confessare a chi ti vuole bene che lo hai “tradito”, facendo finta di essere etero. Poi ci si mettono i parenti con le battutine o le telefonate anonime, le lettere. Insomma è dura. Io ho avuto la complicità delle mie sorelle, che mi hanno aiutata. Fino ad arrivare alla rivoluzione umana, per cui oggi i miei genitori sono orgogliosi di me. Prima si vergognavano.
La gente la tratta diversamente, adesso che appare come una donna? Sono una persona famosa. La popolarità è un anestetico. Anche della discriminazione. Ma invece ci sono tantissime persone verso le quali la gente non si comporta così bene. Per una trans è difficile anche mostrare i documenti: significa rivelare la propria privacy al carabiniere di turno. E diventa il problema dei problemi ai colloqui di lavoro. Così la prostituzione è una via obbligata. Soprattutto se la tua famiglia ti caccia di casa dall’oggi al domani.
Lei si è prostituita? Sì. Nel mio caso è stato un po’ diverso. Era sicuramente un’esigenza economica. Vengo da una famiglia che ha fatto di tutto per mantenermi agli studi, ma ha avuto delle difficoltà. Però era anche una cosa un po’ psicologica, perché avevo avuto una grande delusione con un uomo e per me, pensare che ci fossero uomini disposti a pagare pur di avermi, era una specie di riscatto. Poi ho scoperto che era assolutamente stupido e senza senso.
Si può permettere di confessarlo perché è già abbastanza “scandalosa”? No, è che non so tenermi neanche un cecio. Sono trasparente. Così come ho scelto di non reprimere il mio orientamento sessuale e la mia identità di genere, tendo a raccontare la verità.
Lei va in provincia, fa lo spettacolo e poi parla con gli operai. Perché? Ci sono dei week-end che dedico solo ai dibattiti. Ci sono quelli in cui ho solo uno spettacolo. E allora il giorno dopo organizzo in quella stessa piazza un incontro politico. È diverso. Perché a teatro la gente viene per ascoltare. Quando ci sono gli incontri con i lavoratori, invece, devi ascoltare tu.
Come si vede da vecchia? Allora…se ho preso da miamamma, vado bene. Perché mia mamma ha una pelle ancora liscia. E le somiglio. Poi mi piacerebbe vivere non in una grande città, ma in mezzo al verde, nella natura. Magari non da sola.
Qual è stata la sua più grande soddisfazione? Sono una mammona. È stata l’estate scorsa quando sono uscita per la prima volta (non l’avevo mai fatto) con i miei genitori a passeggiare per Termoli, dove andiamo in vacanza: vedere mio padre e mia madre che si tenevano per mano, con gli occhi lucidi per la contentezza, quando la gente mi si avvicinava per stringermi la mano. |