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Nel sequel de L’allenatore nel pallone anche IlariaD’Amico,
Francesco Totti, Ivan Gennaro Gattuso, Marco Materazzi, Ilaria D’Amico. Sono i primi nomi che Sergio Martino, per la seconda volta regista de L’allenatore nel pallone, è riuscito a portare a casa nel nome del sequel del film con Lino Banfi nei panni di Oronzo Canà. L’originale, datato 1984, al cinema non lasciò segni indelebili: incassi modesti e passaggio senza acuti. Ma nel tempo la pellicola è diventata un mito, un cult. Il remake, le cui riprese partiranno entro l’estate, ha l’ambizione di sfondare come ha fatto Febbre da cavallo - La mandrakata.
«Io sono sempre stato contrario ai sequel - ha spiegato Lino Banfi -, non ne ho mai fatti. Ma questo film ormai, come mi hanno confermato tutti, soprattutto i giovani che lo hanno visto chissà quante volte, non è neanche più un film, e nemmeno un cult, ma una specie di istituzione. Quando si parla di calcio, si cita quel film, e me lo hanno confermato anche tutti i mister, da Lippi a Capello a Trapattoni, che quando mi incontrano, mica mi dicono: “Ciao Lino, ma ciao mister, come va?». E poi: «“5-5-5, evviva la B-zona, porca puttena, etc etc...”. Insomma, è davvero un'istituzione. Quindi ho deciso che questo sequel si poteva fare».
Sergio Martino è ancora al lavoro sul cast ma intende percorrere la stessa strada intrapresa 23 anni fa: portare sullo schermo anche personaggi del calcio attuali. All’epoca furono Nils Liedholm, Aldo Biscardi, Carlo Ancelotti, Ciccio Graziani, Picchio De Sisti, Junior, Josè Altafini, Nando Martellini, Fabrizio Maffei e "Bisteccone" Galeazzi. Oggi, oltre alla D’Amico, Totti, Gattuso e Materazzi (tutti con piccole parti autobiografiche), si tenta di ingaggiare un colosso del pallone come Carletto Mazzone, perché l’allenatore romano è senza squadra ed è un personaggio di sicuro effetto. Si parla poi anche di Peppe Giannini, l’ex principe della Roma. Tutti alla corte di sua maestà Oronzo Canà.