E-mail truffa, è sos
Un software spia che si nasconde dentro il tuo pc. Basta scaricarlo, dando l’ok con un “download” e lui, fino a quando tu non ne scopri l’esistenza, vede tutto: dai codici della tua carta di credito alla password dei conti bancari on line. «È diventato un problema sociale vero e proprio», dicono dalla procura di Roma, dove le denunce, nell’ultimo anno, hanno superato le 500 unità, mentre in tutta Italia i casi segnalati sono un migliaio. A fare le spese di questo tipo di truffe sono soprattutto i piccoli risparmiatori. Non risulta, inoltre, che gli istituti di credito e le Poste abbiano finora risarcito i malcapitati e il motivo è semplice: le operazioni truffaldine, nei fatti, sono regolari, perché si tratta di normali bonifici bancari disposti in teoria dal titolare del conto a beneficio di un altro cittadino. Quest’ultimo - figura fondamentale - spesso è complice ignaro dell’organizzazione. Diventa una pedina nel momento in cui accetta un’offerta di lavoro, tramite internet, che consiste nel fornire i dati del proprio conto corrente. È questo il conto che servirà ai truffatori per trasferire il denaro rubato attraverso il software spia. Nel momento in cui l’ignaro complice si vedrà accreditare il bonifico a quel punto il gioco è quasi fatto: a meno di rivolgersi alla polizia, molti preferiscono obbedire alla banda, che ordina di trasferire quel denaro all’estero, tramite le agenzie Money Transfer, e in cambio assicura al “collaboratore” un guadagno di circa il 5%. Gli investigatori calcolano che ogni giorno, ognuno può ricevere una e-mail “spia”. L’ultima scoperta dalla polizia aveva come mittente lo “studio legale Gentili”, naturalmente inesistente. |