“L’ex Fibronit non appartiene più al Comune”
Lo ha deciso la Cassazione revocando la confisca dell’area, che torna alla curatela fallimentare proprietaria. E così il progetto del parco sembra più lontano.
L’ex Fibronit da ieri non è più proprietà del Comune, la confisca dell’area è stata revocata. Lo ha deciso la Corte di Cassazione con una sentenza che adesso sembra rimettere tutto in discussione. Il sindaco Michele Emiliano però assicura che l’annullamento della confisca “non incide nè sul procedimento dimessa in sicurezza e bonifica del sito”, tuttora in corso, “né sulla destinazione dell’area a verde” già decisa e approvata. E se altre vie dovessero fallire, il Comune procederà con l’esproprio.
Di fatto, comunque, cassando la confisca e il trasferimento della proprietà dei beni al Comune, la Suprema Corte ha disposto la restituzione dei suoli “agli aventi diritto”, ossia alla curatela fallimentare. In sostanza la Cassazione ha annullato, senza rinvio, la sentenza con cui la Corte d’Appello di Bari aveva confiscato il suolo su cui sorge l’ex fabbrica di cemento-amianto. I giudici hanno riconosciuto la rilevanza penale dell’unico imputato, l’ex responsabile Fibronit, Stefano Artese, ma hanno cancellato la condanna nei suoi confronti perché i reati contestati, discarica abusiva e getto di cose pericolose, sono estinti per prescrizione.
“Questa sentenza ci fa fare un balzo all’indietro”, commenta Nicola Brescia, portavoce del Comitato Fibronit. “Un’area che sembrava acquisita adesso torna ai privati. Una brutta notizia che arriva in una giornata già mesta per la morte di uno degli attivisti del nostro comitato: ErnestoChiarantoni”.Una vita - l’ennesima - stroncata, a 44 anni, dai veleni della fabbrica, vera bomba ecologica nel cuore di Bari a causa di tutti i rifiuti pericolosi che furono illecitamente smaltiti nell’area fra il 1985, epoca di chiusura della fabbrica, e il ’99. “La sua morte in questo momento assume un valore simbolico - dice Dario Ginefra, segretario provinciale diessino - è un terribile monito a noi tutti perché questa battaglia continui ad essere condotta”.
Il sindaco annuncia quindi le prossime mosse: “Avvierò subito una consultazione con la curatela fallimentare proprietaria per definire consensualmente l’acquisizione, valutando i 4 milioni e mezzo di euro dovuti al Comune per le opere di messa in sicurezza che si stanno realizzando. Ma se non bastasse, ricorrerò all’esproprio”. Il percorso, insomma, ha subito una deviazione imprevista ma sull’arrivo a destinazione Emiliano non ha dubbi: “Il parco in ogni caso si farà”. |