Scozzesi a Bari, boom di affari
I più contenti della pacifica invasione scozzese a Bari sono stati i gestori di bar, pub, pizzerie e ristoranti del centro, sempre super affollati. Nonostante il divieto di vendere e consumare alcolici, che pare non sia stato comunicato a tutti per iscritto, si è continuato a bere per l'intera giornata, soprattutto birra.
Da mattina a sera, ecco gruppetti di sostenitori scozzesi con bicchieri, bottiglie e persino casse di birra in spalla. Diversi hooligans hanno candidamente ammesso di aver comprato «le bionde poco prima in un supermercato». «I nostri agenti - tuona il comandante dei Vigili Urbani, Stefano Donati - hanno fatto controlli in divisa e in borghese fino a mezzanotte. E' stato tutto verbalizzato. Chi non ha rispettato l'ordinanza sarà denunciato». Niente affari d'oro per tutti gli altri commercianti. «In questi tre giorni - dice Maurizio Volpe - agli scozzesi ho venduto solo una maglietta e un pantalone». E' andata meglio agli ambulanti. «Siamo rimasti aperti anche noi tutta la giornata - conferma un abusivo - ho raddoppiato gli incassi da quando sono sbarcati gli scozzesi».
Tra i souvenir preferiti sciarpe e cappellini dell'Italia. «Qualcuno sperava di fare buoni affari con gli scozzesi - ammette il presidente barese di Confcommercio, Alessandro Ambruosi - ma sapevamo che non c'erano molte possibilità. E' stata comunque una grande occasione per tutta la città». Tra quelli che gli scozzesi non li dimenticheranno molto facilmente ci sono sicuramente i tassisti, che per due giorni hanno rinunciato alle turnazioni. «Chi diceva che gli scozzesi erano avari sbagliava - dice Rocco Turino, della Apulia Taxi - abbiamo avuto un boom di chiamate e molti di loro lasciavano anche la mancia».
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