Bari, concorsi truccati al Policlinico: dieci indagati
Intese, scambi, favori: l’ombra del ‘baronato universitario’ si estende sui concorsi di Medicina Interna di Bari e di altre città del Centro-Nord e delle Isole.
Presunti scambi di favori tra docenti per chi doveva superare i concorsi (4 0 5 sotto inchiesta), avallati dalle intercettazioni che proverebbero le accuse mosse dai pubblici ministeri incaricati delle indagini, Francesca Romana Pirrelli ed Emanuele De Maria, che hanno emesso 10 avvisi di garanzia e avviato le perquisizioni compiute domenica mattina negli istituti universitari di medicina, a Bari.
Faldoni, computer ed altro materiale di prova, è stato sequestrato dagli agenti di polizia giudiziaria al fine di provare le ipotesi di reato che, per tutti, sono di associazione a delinquere finalizzata al falso e all’abuso d’ufficio. Il falso, riguarda i verbali d’esame, avendo gli indagati attestato false dichiarazioni negli atti pubblici. Secondo il procuratore di Bari, Emilio Marzano, “dalle intercettazioni si intuirebbe una chiara spartizione dei posti nelle varie sedi universitarie sotto inchiesta”.
Intese fraudolente per sistemare figli, amici e amici degli amici. Non ci sarebbero casi di corruzione, almeno fino a questo momento, ma si tratterebbe di soli ‘favoritismi’ all’italiana: io ti do, tu mi dai. Un sistema che negli anni ha reso il sistema accademico nazionale, a parte alcuni casi, un vero e proprio zimbello.
L’inchiesta è partita dopo che tra le carte dei pm, è giunto un esposto, ben articolato, dove si facevano nomi e si spiegava il meccanismo di cessione dei posti. Si tratta(va) di un semplicissimo ‘interscambio’ tra, presumibilmente, titolari di cattedra delle sedi universitarie sotto inchiesta della procura di Bari. |