Il Politecnico di Bari sulla luna (di Saturno)
Tra i partner del progetto che ha scoperto metano su Titano Bari scopre la luna con la Nasa.
Non la ‘nostra’ Luna, ma quella ancora più grande che gravita nel sistema di Saturno. Dal 1986 il Politecnico del capoluogo pugliese ora guidato dal rettore Salvatore Marzano, insieme alla Sapienza di Roma, all’università Federico II di Napoli, all’Alenia (ora Alcatel Aleniaspace- Italia), alla Nasa e all’Asi (agenzia spaziale italiana), ha progettato una ricerca sul satellite saturnino, Titano. In particolare gli studiosi hanno trovato laghi di metano collegati da canali con crateri e caldere. ‘Puglia’ ha raggiunto al telefono il prof. Franco Posa del dipartimento Interateneo del Politecnico di Bari per saperne di più.
Domanda – Quando è nato il progetto su Titano? Risposta – Nel lontano 1986 si cominciò a progettare la navicella spaziale e i gruppi di ricercatori, su indicazione dell’Asi e della Nasa, presentarono esperimenti.
D – L’Alenia che ruolo ha? R – A suo tempo costruì una parte della navicella, la più interessante che è l’antenna, utilizzata sia per acquisire le immagini della superficie, sia per trasmettere a terra le informazioni raccolte. Dunque la parte più critica è orgogliosamente italiana costruita dall’Alenia.
D – Quando è partita? R – Con il lancio di Cassini nel 1997, ha impiegato 4 anni per raggiungere la zona intorno a Giove per acquisire l’energia cinetica. Dopo 7 anni di viaggio, nel 2004, è arrivata nel sistema di Saturno nei tempi previsti secondo le traiettorie e le cd. fiondate gravitazionali. Nel contempo, durante il viaggio, gli strumenti ogni tanto venivano svegliati dalla ibernazione per condurre degli esperimenti, in particolare su Giove e su un passaggio fatto sulla Terra.
D – La ricerca nella ricerca. R – Esattamente, con risultati notevoli lungo il percorso: si sono studiati asteroidi per arrivare a Titano. Cassini è giunta dopo il viaggio in perfetta salute ancora oggi.
D – E’ finito il viaggio? R – Abbiamo lanciato una sonda, Huygens, sopravvissuta più a lungo del previsto, che ha funzionato finché era in vista della robot madre di Cassini. E’ stata paracadutata su Titano dopo essersi staccata dalla navicella.
D – Quando sarà conclusa l’intera missione Cassini? R – Nel 2008, ma sta andando così bene da pensare di prolungarla.
D – Parliamo di Huygens. R – Era previsto che si staccasse da Cassini per scendere sulla superficie, ma erano 2 gli agenti: la sonda, lanciata come un proiettile con tutti gli strumenti per studiare la superficie, e la parte più complessa che continua a orbitare nel sistema.
D – Quali sono i tempi? R – Viene osservato periodicamente, ad aprile avremo un altro passaggio, ne sono previsti 40.
D – Il prof. Flamini dell’Asi ha parlato di una ‘culla prebiotica simile alla Terra ai suoi primordi’. R – Sì, solo che sulla Terra siamo a temperature di qualche grado sotto lo zero, su Titano sui -200° perché è talmente distante dal sole che la temperatura è bassa, per cui esistono laghi di metano liquido.
D – Perché si dice: ‘la più grande luna di Saturno’? R – E’ il secondo satellite per grandezza del sistema solare, più della Luna.
D – Di quanto più grande? R – Titano ha un diametro di 5.150 km, la Terra ha un diametro di 12mila km.
D – Come si presenta? R – Coi radar superiamo la coltre nuvolosa che maschera la superficie. D – Di cosa è composta? R – Di azoto e idrocarburi.
D – Che parte studiate? R – Una percentuale molto piccola, ogni volta ci sono nuove caratteristiche tra cui le caldere, cioè il metano che svolge un’azione come l’acqua sulla Terra nelle zone carsiche della Slovenia. Ci sono rocce solubili con fenomeni carsici e pareti ripide segnate dal deflusso del metano.
D – Che ampiezza ha l’atmosfera di Titano? R – Si estende per 400 km, con nuvole di metano e azoto nello strato più basso che determinano la pioggia di metano, con temperature basse.
D – E i laghi di metano? R – Stiamo dibattento perché i venti presenti generano un moto ondoso determinato dalla profondità della zona liquida.
D – Dove guarda Cassini? R – Dipende dalla traiettoria e dal passaggio, che avviene in zone diverse perché il satellite orbita intorno a Saturno con traiettorie diverse.
D – Noi cosa traiamo dalla scoperta del metano? R – Da dove siamo venuti e, perché no, dove andiamo. E l’avanzamento tecnologico derivante dalla navicella, perché ci vogliono 20 minuti mezz’ora perché un segnale arrivi alla sonda. |