Torna il racket nei cantieri edili
Il racket nei cantieri edili, il pizzo chiesto agli imprenditori come “un pensiero” per l'organizzazione, lasciando decidere a loro quanto versare. E' questo il nuovo grande affare di alcuni clan a Bari che sinora avevano vissuto di sigarette e droga. Con gli arresti dei mesi scorsi il numero di affiliati da mantenere in carcere è aumentato e i gruppi criminali hanno sempre più bisogno di soldi, tanto da essere disposti ad arruolare anche ragazzini per i loro affari. L'analisi emerge dagli ultimi arresti per tentata estorsione compiuti dai carabinieri del reparto operativo che nello scorso fine settimana hanno bloccato due ragazzi di 18 e 19 anni in un cantiere edile a Palese. «Qui stiamo noi, se in passato hai dovuto subire furti, da oggi non avrai problemi. Basta un pensiero, un caffé: 500- 1500 euro. Mica te ne chiediamo 5000». Sono le frasi intercettate dai militari mentre Nicola De Bernardis, 18 anni, e Michele Iusco, 19, chiedono all'imprenditore il pizzo. I due, entrambi incensurati, non hanno legami provati con i clan ma in passato sono stati visti con esponenti degli Strisciuglio. Nel cantiere sarebbero stati loro stessi a usare il soprannome della “Luna” con cui è conosciuto il gruppo più temibile in città. Secondo la ricostruzione dei carabinieri gli approcci sono stati tre: giovedì mattina Iusco e un'altra persona, non ancora identificata, si sono presentati nel cantiere e hanno chiesto del proprietario, che però era fuori città. Venerdì stessa scena con Iusco e De Bernardis. Sabato sono tornati. Questa volta l'imprenditore li incontra. I carabinieri ascoltato la richiesta e prima che ci sia il passaggio di denaro scattano gli arresti. |