A Bari esplode il SoftAir
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Ristorante Giapponese a Bari
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Il primo ha ammesso tutto negli uffici della Digos, in questura. «Si. L'ho colpito. Aveva offeso la memoria di Giovanni». Il secondo ascoltato nelle stesse ore ha detto di essere entrato in campo, ma di non aver picchiato nessuno. Uno ha 24 anni e una casa a Bari vecchia; l'altro 21 anni e un'infanzia trascorsa al San Paolo, lo stesso in cui è nato e vissuto Giovanni Montani, il 18enne giocatore del Bari primavera ucciso a fine ottobre in un agguato. I due giovani identificati dalla Digos come due autori dell'aggressione a un giocatore dell'Avellino, sabato scorso, sui campetti a Japigia, erano amici di Giovanni. ed è per un malitenso senso dell'amicizia che sabato il più grande dei due ha preso a pugni il numero 10 dell'Avellino, Diego Matarazzo.
La storia comincia qualche giorno dopo l'omicidio di Montani. Il Bari Primavera va a giocare ad Avellino, in campo pare che voli qualche frase di troppo diretta al giocatore appena ucciso. Il 24enne e il 21enne lo vengono a sapere e si convincono che sia stato Matarazzo a pronunciare quelle parole. Aspettano la partita di ritorno e quando l'arbitro fischia la fine invadono il campo. Lì non ci sono telecamere. Il lavoro della Digos è impostato come le indagini di una volta: i due ragazzi vengono identificati e convocati. Per il 24enne è scattata la denuncia per lesioni lievi. Nel caso del più piccolo sarà il Tribunale a decidere se c'è stato favoreggiamento. Tutti e due hano violato la legge Pisanu, che prevede l'allontamento dai campi sportivi dai sei mesi ai sette anni. Decisione che dovrà prendere il questore di Bari.