Nozze farsa fra cinesi e italiani, 32 arresti
E' stata battezzata "Fiori d'arancio" l'operazione compiuta dai carabinieri di Barletta e dalla polizia di Bari, che ha portato all'arresto di 25 italiani e 7 cinesi.
Il “reclutatore” di mariti ha 59 anni, abita a Corato e si chiama Franco Piccarreta. Sarebbe stato lui, secondo la procura di Trani, a trovare uomini giovani e meno giovani disposti ad andare in Cina per sposare ragazze che poi avrebbero dovuto trasferirsi in Italia. Un sistema legale per far entrare nel territorio italiane donne formalmente sposate, che però appena arrivate da queste parti finivano in qualche laboratorio dell'organizzazione o in case dove facevano le badanti. Insomma di romantico o almeno sentimentale, nella storia portata a galla dalle indagini di polizia e carabinieri, non c'era proprio nulla. Gli uomini venivano pagati tra i 4 e i 5 mila euro. Partivano, raggiungevano la provincia di Zhou Guang, nella parte orientale del Paese, si sposavano e tornavano a casa. Raggiunti poco dopo dalle consorti sulla carta, che così avevano tutti i documenti in regola per varcare i confini. Per diventare “spose” le cinesi dovevano pagare fino a 18mila euro, oppure estinguere il debito lavorando le aziende dei connazionali in Italia. A conti fatti le persone arrestate sono 32, 25 italiane e sette cinesi. Undici di loro sono in carcere, le altre ai domiciliari. I provvedimenti, richiesti dal pm di Trani Michele Ruggero, sono stati eseguiti tra Corato, Barletta, Risceglie, Giovinazzo e Bari. L'accusa è di aver dato vita a un'associazione che favoriva l'ingresso illegale di stranieri in Italia. I finti mariti sono stati denunciati alla procura della Repubblica. |