Bari società da rifondare
Il presidente Vincenzo Matarrese ha fatto quello che non avrebbe voluto rifare a campionato in corso: esonerare un altro allenatore, Maran. Una scelta quasi obbligata dopo gli ultimi deludenti risultati. Va via anche Fausto Pari che "paga" per il flop del mercato-bis. Un film già visto, da quando il Bari è retrocesso in serie B. L'unica "certezza" è rappresentata dalle promesse non mantenute dalla società che di fatto hanno contribuito solo a creare facili illusioni. E i tifosi hanno dovuto incassare uno dietro l'altro colpi bassi, con la serie A diventata ben presto un miraggio. Continui e frequenti cambi di allenatore, assenza totale di un progetto lungimirante, operazioni di mercato a dir poco insufficienti e impercettibili, squadra impalpabile e non competitiva. Quello stadio "San Nicola" diventato una landa deserta (salvo rare eccezioni) è la più eloquente testimonianza della disaffezione del popolo biancorosso che di tanto in tanto ha sperato che il vento mutasse direzione, senza ricevere in cambio soddisfazioni, successi, trionfi, spettacolo calcistico almeno dignitoso. L'esonero di Maran, al di là delle motivazioni tecniche che lo hanno causato, è figlio di una stessa matrice riconducibile a sei stagioni costellate di errori, di decisioni sbagliate, senza una vera e propria strategia da parte della società. In fin dei conti è stato il presidente Vincenzo Matarrese a scegliere i suoi uomini, i suoi collaboratori, gli allenatori, ad avallare acquisti e cessioni dei giocatori, convinto di agire per il bene del Bari Calcio. Ma evidentemente il suo ottimismo improntato sulla speranza di poter rilanciare la squadra, utilizzando il bilancino del farmacista, si è ripetutamente dissolto, lasciando dietro di sè una scia di dubbi, perplessità e polemiche. E se Matarrese, da sempre contrario ai cavalli di ritorno, ha riportato sulla panchina biancorossa Beppe Materazzi (c'è da augurarsi che il "nuovo" allenatore riesca almeno a far rinsavire un Bari in piena crisi), vuol dire che la società non ha la forza, nè le idee per uscire dall'anonimato e, se vogliamo, da una sorta di confusione perniciosa. L'ennesimo campionato di B così improduttivo, interlocutorio, deludente porta ad un'unica considerazione finale: il calcio barese ha bisogno di una vera svolta. L'era dei Matarrese, pur riconoscendo loro impegno e dedizione, è ormai arrivata al capolinea. E forse anche il presidente se n'è reso conto dopo la partita di Vicenza, con tutto quello che la sconfitta ha comportato. Serve una ventata di nuovo. Ma in questo frangente la città che conta non deve più nascondersi. Chi è intenzionato a rilevare l'A. S. Bari batta un colpo. I tifosi non aspettano altro.
|